Sito in restyling

Alcune immagini non sono al momento visualizzabili ma...stiamo lavorando per voi!
Visualizzazione post con etichetta Nel regno di ''Fantàsia''. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Nel regno di ''Fantàsia''. Mostra tutti i post

Sapore di passato

Freddo, dolce e aspro allo stesso tempo, quel sapore, la riportò a quegli anni che ormai si perdevano nelle nebbie del tempo.
I grandi del paese ne parlavano tutti e confrontavano la situazione odierna con il passato.
Nina non se la ricordava la nevicata del 1956 , eppure c'era, aveva undici anni...ma per lei e la sua famiglia non fu una nevicata eccezionale, di inverni rigidi ne vedeva tutti gli anni e il pensiero di quegli inverni  era sempre lo stesso, lei da sola con la nonna, mentre le sue sorelle e suo fratello, erano tutti insieme con sua madre.
Abitare con la nonna le aveva reso la vita più facile in un certo senso, Donna Nunziata era una donna stimata in paese, era stata una vammana. A quasi 1000 metri sul livello del mare a quei tempi non era facile raggiungere un ospedale o trovare un'ostetrica qualificata, e Donna Nunziata era stata molto richiesta, la sua qualifica era l'esperienza.
Ognuno pagava i suoi servigi con quel che poteva, di soldi non ne giravano molti, ma si sopravviveva .
Le uova e la farina non mancavano, il latte e il formaggio tanto meno e quando nasceva un bel maschietto si rimediava anche qualche pollo.
Ma se alla tavola di Donna Nunziata non erano mai mancate le cibarie  seduta lì, Nina avvertiva un altro genere di fame. La nonna era una donna tutta d'un pezzo che lesinava sull'affetto e,  a Nina mancava la mamma, mancava dividere il letto con le sue sorelle, qualche ciocco di legno in più nel camino non bastava a  sostituire quel calore.
Si era ripromessa di non lasciare mai  soli i suoi figli, se mai ne avesse avuto.

Un'altra cucchiata di scirubbetta al limone  ed eccola tornare al presente, forse era la ricerca di quel sapore antico che in estate la spingeva a prendere sempre il gelato al limone. 
Eppure in quella granita casereccia, condita con miele e limone, c'era qualcosa di particolare,  un ingrediente segreto che i preparati moderni non potevano eguagliare. Il sapore dei ricordi, il sapore del passato.

La ''piccola'' di casa si decise a staccare il naso dai vetri della finestra, smarrita nello splendido spettacolo bianco  ma afflitta per la quantità di neve caduta. Per lei , si che era una nevicata eccezionale, non l'aveva mai vista tutta quella neve, era tutto sommerso , tutto coperto dalla coltre bianca. Ne era affascinata, ma quel metro e mezzo di neve, l'avrebbe tenuta lontana dal mondo per un bel po'.
Quando la neve scendeva nel suo paese , tutto si fermava, bastava una nevicata e per una settimana non si transitava , prima per la neve e poi per il ghiaccio. E il mondo andava avanti , e la ''piccola'' Lara non amava perdersi la vita così ...chiusa in casa, davanti alla TV.
La nevicata del 2012 sarebbe passata alla storia, era reclusa già da una settimana nelle mura domestiche, sarebbe voluta uscire e fare a pallate di neve con qualcuno, almeno, ma non c'era nessuno della sua età . Poi pensò  che se anche ci fossero stati suoi coetanei, a quasi 30 anni, probabilmente non si sarebbero ricordati cosa vuol dire essere bambini.
Ma Lara della sua infanzia ricordava poco, era stata troppo breve e, adesso, un po' più libera , voleva vivere quei momenti che le erano stati rubati.

''Mamma...mi hai lasciato un po' di scirubbetta?''





Dal dialetto calabrese:

vammana = Levatrice

scirubbetta= Sorbetto fatto con la neve, aromatizzato con limone e miele (o zucchero.)
                  Oppure con caffè, o mosto cotto.


Campana- Foto dal web


... '' Ti farò male come un colpo di pistola''...

- Come diamine mi è venuto in mente di cacciarmi in questo guaio  - era la sola cosa che pensavo in quel momento. Seduta su quella sedia, paralizzata dalla paura, un sudore freddo aveva cominciato a imperlarmi la pelle. Avrei voluto tentare il tutto per tutto e correre via , tentare la fuga...rischiare, in fondo restare lì era un suicidio. Eri alle mie spalle, ti vedevo riflesso nello specchio, mentre armeggiavi impacciato con la pistola in mano. E intanto speravo in un'illuminazione improvvisa , in un mio scatto , ma non sentivo più i muscoli, ero impietrita. No, non sarebbero arrivati  i nostri  a salvarmi, a portarmi via da quell'incubo...
Allo stesso tempo pregavo,  se doveva essere che almeno finisse in fretta, senza inutili spargimenti di sangue.
E ti vidi avvicinarti furtivo, senti il metallo freddo appoggiarsi al lobo e ,  mi ripetevo :
- E' questione di un attimo, durerà solo un attimo  - chiusi gli occhi......












Beh.... 
in fondo non ho sentito  tanto male 
nel fare il doppio buco all'orecchio   : )

In un qualsiasi giorno di primavera....

E poi una mattina ti svegli...                                                                                                
ti prepari come al solito ad affrontare il nuovo giorno, la colazione....e..
''Ho preso tutto? ...... Le chiavi,  il portafogli.......mah...fammi ricontrollare...  ...Si, ok!  ''
E non ti accorgi ...non ti fermi a pensare...ma questo è già un segno....
Di corsa  in ascensore, ti guardi allo specchio...in quel maledetto specchio rivelatore.....
In quella lunga discesa ...che dura 5 piani...hai tutto il tempo di accorgerti, di capire...
Che quello che prima non c'era...adesso c'è....
E quell' adesso è arrivato in un momento...
In quello specchio vedi con i tuoi occhi, quello che la memoria sta subendo da un po'....
In quell'immagine riflessa vedi il lento ...(insomma mica tanto lento!) scorrere del tempo...
e capisci che forse è arrivato il momento.....si, quel momento che avresti voluto non arrivasse mai...



....Ah bella mia..............................è ora di sostituire la crema idratante con quella antirughe!!!