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Svegliarsi alle h 3:33 !!!

Beh qualcuno potrebbe dire che è  curioso, singolare e nulla più, ma quando la cosa si ripete per più notti ..e guardacaso giusto ...3.... notti di seguito, incominci a cercare un nesso...e a porti delle domande..

Questa esperienza mi è capitata qualche anno fa, in questi giorni non so perchè mi è ritornata in mente...

Avevo da poco cambiato casa e coinquiline, ma non erano le prime notti che dormivo nel nuovo appartamento, comunque mi capitò di svegliarmi nel cuore della notte cosa che mi succede molto di rado.....
Ricordo che ero ben sveglia, mi sentivo riposata e lucida e non assonnata come invece purtroppo mi sveglio al mattino solitamente...ovviamente  come d'abitudine guardo la mia sveglia con i suoi numeretti rossi su sfondo nero..e leggo le 3:33... 
''Strano'', ho pensato, ''che coincidenza'' !!! Comunque non gli ho dato molto peso..ho faticato un po' a riaddormentarmi ...ma alla fine ci sono riuscita. Al mattino ho ripensato a quello strano risveglio ma comunque  non più di tanto. 
La notte successiva mi è capitato nuovamente...e questa volta ero molto curiosa di guardare la sveglia... quasi me l'aspettavo.. di nuovo le 3:33. 
Beh... ero leggermente più incuriosita  dalla cosa..ma per quanto mi affascini  l'ignoto e tutto ciò che è misterioso, ero un po' tesa... e comunque ho cercato varie spiegazioni razionali. 
Il fatto di svegliarmi in piena notte poteva benissimamente collegarsi al rumore del traffico, la mia stanza dava su una strada molto trafficata anche a quell'ora di notte, e in più i camion della nettezza urbana passavano verso quell'ora, e potevano essere questi rumori a cui non ero abituata a svegliarmi, comunque non erano le prime volte che dormivo li.
La notte successiva ho fatto molta fatica ad addormentarmi ... perchè temevo di svegliarmi di nuovo.. e così avvenne; ricordo che nel guardare la sveglia avevo la certezza che vi avrei letto la stessa ora delle due notti precedenti e così è stato. 
Ero leggermente spaventata, c'erano le ragazze del piano di sopra che facevano festa e sentire che c'era qualcuno sveglio nel palazzo mi ha confortato, non ho preso sonno fino all'alba.
Nel frattempo, ho pensato di tutto, prima che erano solo coincidenze...ma una volta è una coincidenza, passi anche la seconda..ma alla terza non mi sembra più tanto una coincidenza... Ho pensato al significato che potesse avere questa sveglia notturna ad un orario preciso, troppo preciso... 
Ho pensato che potesse essere riferito a qualche evento successo in passato o che dovesse ancora accadere..proprio a quell'ora.. Ho pensato anche che potesse esserci un messaggio da decifrare...e mi è venuto in mente che ad esempio il numero 33 si associa agli anni di Gesù, e che il 3 è un numero pieno di simbolismi. Da qui il pensiero di cercare nel Vangelo i versetti corrispondenti ...ma poi non avendolo a portata di mano non l'ho fatto e nemmeno in seguito. 
Quando mi svegliavo non ricordavo nessun sogno o incubo che mi avesse indotto a svegliarmi, ero tranquilla al risveglio un po' di agitazione mi veniva quando scoprivo che era quell'ora, ne un minuto più ne un minuto meno... Comunque non mi è più capitato da allora e la cosa devo dire che non mi dispiace. 
Dopo circa 3 anni, (ancora il numero 3.....!!!!) mi è capitato di vedere il film ''Il quarto tipo'', e quando ho visto che i protagonisti si svegliavano alle 3:33 devo dire che ho avuto un brivido, ma io non ho mai visto nessun gufo bianco!!! E poi non credo che se esistessero gli alieni si sarebbero presi la briga di rapire proprio me!!! Comunque il film l'ho visto anni dopo, quindi non è quello che mi ha influenzato. Infondo qualcuno può non vederci nulla di strano in questa storia, e probabilmente ha ragione, anch'io del resto credo che siano solo coincidenza e magari cerco il mistero dove non c'è.... Ma credo che chiunque nel vivere questa strana situazione si sarebbe posto qualche interrogativo.....




Chiacchiere

Tipico dolce del periodo di carnevale, dalle mie parti in realtà si fa ogni volta che c'è un'occasione di festa... in genere a Natale, ma anche in occasioni liete quali ad esempio la nascita di un bambino.
Da bambina non conoscevo questi dolci con il nome ''Chiacchiere'' perchè da me si chiamano  ''Rotelle'', e in genere non hanno la tipica forma delle chiacchiere così come la maggior parte delle persone le conosce, il che farebbe pensare che non sia lo stesso dolce ...ma in realtà l'impasto è lo stesso, a parte piccole differenze che si riscontrano nelle  numerose varianti....
Ognuno scrive di quello che conosce..(o almeno così dovrebbe essere!), quindi  posto la mia ricetta...

Ingredienti:

500gr di farina
1 tazzina da caffè di olio di semi di girasole
3 uova
1 bustina di vanillina
3 cucchiai da tavola di Vermouth
2 cucchiaini di lievito
2 cucchiai di zucchero
1 pizzico di sale


2 litri di olio per friggere
Zucchero semolato per la decorazione

Preparazione:

Porre la farina sulla spianatoia nella classica forma a fontana, mettere al centro le uova, l'olio di semi , il sale, lo zucchero , il lievito, la vanillina e il liquore. Amalgamare bene gli ingredienti e impastare per una decina di minuti, dopo formare una palla e avvolgerla nella pellicola trasparente e lasciarla riposare al fresco per mezzora circa. Trascorso questo tempo, stendere la sfoglia ..per chi è pratico nell'operazione può farlo a mano con il mattarello, per chi come me non lo è consiglio di usare le macchinette apposite, dividendo prima l'impasto in palline più piccole, schiacciarle e poi passarle nella macchinetta più volte fino ad ottenere una pasta liscia, sottile ma non troppo.
 Con il taglia pasta ritagliare dei rettangoli di pasta di circa 10 cm in lungezza e 4 in larghezza, praticare un altro taglio al centro  dei rettangoli di qualche cm. A questo punto mettere a scaldare l'olio in una padella con i bordi alti o nella pentola-friggitrice, nel frattempo che l'olio giunga in temperatura continuare a formare i rettangoli di pasta.
L'olio deve essere ben caldo ma non troppo, altrimenti le chiacchiere si brucerebbero subito...
Friggere le chiacchiere e toglierle dalla padella appena dorate da entrambi i lati, poggiarle sulla carta assorbente e ricoprirle con lo zucchero quando sono ancora calde.

Avrei voluto descrivere la forma che usiamo fare noi , ossia le rotelle, ma a parole mi sono accorta di non rendere bene l'idea, quindi la prossima volta che le faccio scatterò qualche fotina...

Dall'altra parte della barricata

Chi  vive nell’estate della vita non può immaginare i patimenti dell’inverno. È facile dare giudizi e consigli su come affrontare l’inverno(inferno) quando non si avverte il freddo in prima persona sulla propria pelle. Metti una giacca …una coperta in più…ma non è così facile… solo chi c’è dentro può capire…
Non è parlare come un libro stampato che ti fa grande…e se non ti metto a tacere non è perché non sia in grado di farlo… Basterebbero poche parole ben assestate per distruggere la tua sicurezza ..ma non sono nessuno per distruggere le tue illusioni..
Non ne vale la pena… non sei in grado di capire …di comprendere ciò che meriteresti ti fosse detto… ci leggeresti solo un rimprovero e non ne afferreresti il senso..perchè non puoi…
Tu sei felice… la tua vita è serena…non hai altre preoccupazioni oltre a quelle giuste e normali che si hanno alla tua età… quindi non puoi capire..e nemmeno vuoi..ma soprattutto non puoi…
Per questo non me la prendo per quello che dici, i problemi sono niente e facili da risolvere quando sono quelli degli altri… ma mentre ad indicare la via da seguire siamo bravi tutti… è solo chi DEVE percorrerla che  si scontra con i terreni accidentati, che si pone dubbi ad ogni incrocio…che  non sa dove svoltare…
Che vorrebbe mettere la retromarcia e tornare indietro… ma invece è costretto a procedere, col dubbio di sbagliare o con la consapevolezza di sbagliare, con la consapevolezza di chi sa che sta sacrificando la propria vita per chi non lo merita, ma non può fare altrimenti perché è troppo buono..perchè ha una coscienza..
E così versa altre lacrime nuove, risponde con una carezza a chi gli ha provocato solo dolore… non è il senso del dovere, ma la pietà a muovere la sua mano… solo quella può avere …nessun debito di riconoscenza..
Ma la gente non sa, quello che è stato, e tra questa gente ci sei anche tu, non sa il passato e valuta solo il presente.. Quello che fai è giusto e corretto, ai loro occhi non fai niente di più del tuo dovere… ma in realtà il solo fatto di non essere scappata via lontano ..va ben oltre il tuo dovere… tu non hai obblighi nei suoi confronti… ma la gente parla solo…e non lo sa…

Breus

La poesia "Breus"  di Giovanni Pascoli è una traduzione di un canto tratto dal libro "Canti popolari bretoni", bellissima e commovente secondo il mio modesto parere, infatti non nego che rileggendola mi scappa sempre una lacrimuccia....
Mi ricorda un periodo spensierato della mia vita, gli anni delle scuole medie.
Quando qualche docente era assente, spesso il prof. di Italiano veniva nella nostra classe e incominciava a declamare poesie...tra le sue preferite (e in seguito anche tra le mie) c'erano ''La cavalla storna'' e ''Breus''.
Le ho apprezzate all'epoca e non le ho più dimenticate...


Breus
 
I
Viveva con sua madre in Cornovaglia:
un dì trasecolò nella boscaglia.
Nella boscaglia un dì, tra cerro e cerro
vide passare un uomo tutto ferro.
Morvàn pensò che fosse San Michele:
s'inginocchiò: "Signore San Michele,
non mi far male, per l'amor di Dio!".
"Né mal fo io, né San Michel son io.
No: San Michele non poss'io chiamarmi:
cavalier, si: son cavaliere d'armi".
"Un Cavaliere? Ma che cosa è mai
guardami o figlio e che cos'è saprai"
"Che è codesto lungo legno greve?"
"La lancia: ha sete, e dove giunge, beve".
"Che è codesta di cui tu sei cinto?".
"Spada, se hai vinto; croce se sei vinto".
"Di che vesti? La veste è pesa e dura".
"E' ferro. Figlio, questa è l'armatura".
"E tu nascesti già così coperto?".
Rise e rispose il cavalier:; "No, certo".
"E chi la pose, dunque, indosso a te?".
"Chi può". "Chi può?". "Ma, caro figlio, il re!".

II
Il fanciullo tornò dalla sua mamma,
e le saltò sulle ginocchia: "Mamma,
mammina (cinguettò), tu non lo sai!
ho visto quello che non vidi mai!
un uomo bello più del San Michele
ch'è in chiesa, tra il chiaror delle candele!".
"Non c'è uomo più bello , figlio mio,
più bello, no, d'un angelo di Dio".
"Ma sì, ce n'è, mammina, se permetti,
ce n'è mammina, cavalier son detti.
E io, mammina, voglio andar con loro,
e aver veste di ferro e sproni d'oro".
La madre a terra cadde come morta,
che già Morvan usciva dalla porta;
Morvan usciva e le volgea le spalle,
ed entrò difilato nelle stalle;
nelle stalle trovò sol un ronzino:
lo sciolse, vi montò sopra: in cammino.
Egli partì, ne salutò persona
eccolo fuori, ecco che batte e sprona:
eccolo già lontano dal castello,
dietro quell'uomo, ch'era così bello.

III
Dopo dieci anni, dieci tutti interi,
Breus, il cavalier de cavalieri,
sostò pensoso avanti a quel castello.
Era fradicio e rotto il ponticello.
Entrò pensoso nella corte antica:
c'era tant'erba, c'era tanta ortica.
Il rovo vi crescea come una siepe,
e la muraglia piena era di crepe.
L'edera aveva la muraglia invasa:
l'erba copria la soglia della casa.
E l'uscio era imporrito e tristo a mo'
di tomba. Egli picchiò, picchiò, picchiò..
Ecco alfine una donna, ecco una donna
antica e cieca, che gli aprì. "Voi, nonna,
mi potete albergar per questa notte?".
"Albergar vi si può per questa notte,
albergar vi si può di tutto cuore,
ma l'albergo non è forse il migliore.
Ché questa casa è tutta in abbandono
da che il figlio partì, dieci anni or sono".
Era discesa una donzella in tanto,
che appena lo guardò, ruppe in pianto.

IV
"Perché piangete, buona damigella?
perché piangete, cara damigella?".
"Io voglio dirvi, sire cavaliere,
io voglio dirvi, che mi fa dolere.
E' un mio fratello che dieci anni fa
(ora sarebbe della vostra età),
ci abbandonò per farsi cavaliere.
Io piango appena vedo un cavaliere.
Se vedo un cavalier presso il castello,
piango pensando al mio dolce fratello".
"Non avete la madre, o damigella?
non un altro fratello? una sorella?".
"Nessuno... almeno ch'io li veda in viso:
son, fratelli e sorelle, in paradiso.
La mia madre morì dal dispiacere
quand'e' partì per farsi cavaliere.
Ecco il suo letto presso il limitare,
ecco il suo seggio presso il focolare.
La sua crocetta porto sopra me.
pel mio povero cuore altro non c'è".

V
Mise un singhiozzo il cavalier d'un tratto.
Ella il pallido alzò viso disfatto.
La damigella alzò con meraviglia
gli occhi che aveano il pianto sulle ciglia.
"Iddio la mamma ancora a voi l'ha presa
c'ora piangete, che m'avete intesa?".
"Ancora a me la mamma prese Iddio;
ma chi gli disse: Prendila! fui io".
"Voi? Ma chi siete? Qual'è il vostro nome?".
"Morvan il nome, Breus il soprannome.
O sorellina, io son pien di gloria:
ogni giorno ho contata una vittoria:
ma se potevo indovinar quel giorno,
che non l'avrei veduta al mio ritorno,
o sorellina, non sarei partito!
o sorellina, non sarei fuggito!
Oh! per vederla qui sul limitare,
per rivederla presso il focolare,
per abbracciare qui con te pur lei
le mie vittorie tutte le darei:
sarei felice, pur ch'a lei vicino,
di strigliar tuttavia quel mio ronzino!".

Giovanni Pascoli




Arrivano i ladri!!!

Altro sogno strano e ricorrente.... Questa notte ho sognato di ricevere una visita dai ladri....
Ero a casa, al piano terra mentre loro svaligiavano la mia stanza al piano di sopra, non mi sono accorta di nulla fino a che, entrata nella mia stanza ho assistito allo sfacelo che avevano combinato.
Quello che mi ha colpito è che non avevano preso nulla di valore, hanno creato in camera mia il caos più totale ma senza toccare nulla che potesse valere qualcosa...
Quello che ricordo in modo chiaro, per avermi provocato la maggiore costernazione è che avevano staccato i sanitari del bagno!!! E al loro posto avevano infilato degli asciugamani arrotolati!!! Tra l'altro non se li sono nemmeno portati via ma li hanno buttati lì in camera mia.... Quindi non mi spiegavo nel sogno e nemmeno ora da sveglia il perchè di queste azioni, sembrava più un dispetto che altro....Mah!!!!

I giorni della Merla

Quando ero piccola, puntualmente ogni anno a fine Gennaio, dalla prima alla quinta elementare, le maestre ci raccontavano la leggenda della Merla, lasciando a noi il compito di illustrare la sua storia con una sequenza di disegni.
Esistono varie versioni, a cui aggiungo quella che ricordo io.

Tanto tempo fa, i merli avevano un piumaggio candido come la neve ....
Accadde che negli ultimi giorni di Gennaio, una merla a causa del freddo e della neve, trovò immense difficoltà nel trovare del cibo per i suoi merlottini...

Decise di lasciare il nido incustodito e allontanarsi in cerca di cibo.....
Nel suo pellegrinare, intirizzita dal freddo, la merla si posò sul comignolo fumante di una casa....
Nel far ciò, il fumo che usciva dal comignolo tinse il suo piumaggio di nero...

La merla, non si accorse del cambiamento, fino a quando furono i suoi piccoli a farglielo notare..., ritornata al nido infatti , i merlottini non la riconobbero e incominciarono a beccarla, nonostante lei gli diceva di essere la loro mamma..

Allora il buon Dio ebbe pietà della povera merla...e fece diventare neri anche i merlottini, e da allora tutti i merli ebbero il piumaggio nero.....

Gli ultimi 3 giorni di Gennaio, sono noti per essere i più freddi dell'anno...

Ieri, oggi...domani..

A volte i ricordi riaffiorano, i ricordi di un passato che non può tornare, che non è stato vissuto ma solo sfiorato..
La mente riprende a vagare in toruosi tormenti, su ciò che è stato e su ciò che potrebbe essere, su ciò che è stato e su ciò che poteva essere, su ciò che non è stato e che non potrà più essere..

Semplici strade da percorrere ma con un' unica meta, oppure siamo artefici del nostro destino ?

Ho sempre sostenuto che all'uomo fosse data la sola possibilità di scegliere il percorso, nulla potesse fare per influire sulla fine della storia. Non è l'uomo che scrive il libro della propria esistenza...sceglie le strade, facili e brevi o lunghe e accidentate, ma non il punto di arrivo..
Può allungare o accorciare i tempi, affrontare più o meno peripezie ma non può deviare dal luogo di arrivo...può arrivarci con maggiore consapevolezza o con una consapevolezza diversa...questo si, ma la destinazione è stabilita...

Ognuno di noi è solo un personaggio nelle mani di uno scrittore bizzarro chiamato destino...

Ora le mie convinzioni vacillano, e mi chiedo, quale sarebbe stata l'evoluzione di alcune situazioni se avessi fatto scelte diverse da quelle che ho fatto, sarei riuscita a cambiare la destinazione o avrei solo cambiato strada...e se l'avessi fatto...a quale consapevolezza sarei giunta? Non lo saprò mai...se avessi cambiato strada...probabilmente non sarei quella che sono oggi, e magari mi porrei domande opposte a quelle che mi passano ora per la mente...

Ma il dubbio resta, l'incertezza rimane...