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Alcune immagini non sono al momento visualizzabili ma...stiamo lavorando per voi!

Quando chi è chiamato a valutare il candidato è un incompetente...

Cari amici, il mio pc fa le bizze e sono sempre meno presente sui miei blog, purtroppo.

Il nuovo anno, per il momento, non è stato foriero di grandi novità e i miei post, da un po' di tempo, sono alquanto monotematici. Oggi voglio raccontarvi uno degli ultimi colloqui sostenuti dal quale ne sono uscita stranita...

Posto che sto seguendo un corso di formazione che, se superato, dovrebbe permettermi di lavorare
colloquio di lavoro commissione
qualche mese in un caaf e che essendo in parte già formata in materia fiscale, ho cominciato  a inoltrare cv in diversi centri di assistenza fiscale. Qualche giorno fa mi chiamano da un noto caaf per sostenere un colloquio. Ora, in genere, quando si tratta di un colloquio tecnico il candidato viene avvisato, questa volta no, ma va beh, non è questo il punto cruciale.

Mi presento al colloquio, dopo una mattinata di corso e una notte in bianco per l'influenza, e mi trovo di fronte la commissione del processo di Norimberga! Il direttore del centro servizi, un'operatrice fiscale senior e quello che, col senno di poi, ho capito che dovesse essere uno psicologo.

Dopo una chiacchierata con il direttore, persona sulla quale non ho nulla da obiettare, il tizio alla mia destra, lo pseudo-psicologo, mi passa un test psicologico...lo compilo. Mi fa qualche domanda su come avrei gestito un cliente ostico e a un certo punto fa un'osservazione poco piacevole e del tutto fuoriluogo.. cito testualmente ''Vedo che ha i capelli radi...è stressata?''.
il mio nome è jem
Ora, posto che non ho mai avuto nella mia vita una chioma leonina, per semplice e sfortunata genetica, la cosa mi ha destato qualche insofferenza negli anni dell'adolescenza nei quali tutti ci vediamo più brutti di quello che siamo XD, con il tempo ho accettato che non avrei mai potuto impersonare la protagonista di un film tratto dal cartone animato ''Il mio nome è Jem!'' (tutt'al più la maga magò qualche mattina!) ma è finita li, non mi sembra che i miei capelli siano in condizioni così pietose, certo sono sottili e non foltissimi ma ci sono!

Al simpatico psicologo, che proprio essendo tale dovrebbe aver un minimo di tatto nel rivolgersi alle persone, ho risposto che la cosa non riguardava lo stress, ma a dire il vero, col senno di poi avrei dovuto rispondergli ''vedo che è un c......, la laurea se l'è presa all'università della strada?'' ...ovviamente mandando  a monte il colloquio ma uscendo con una grossa soddisfazione. Non l'ho fatto però... Ho continuato le mie prove, tra cui quella pratica al pc con l'operatrice senior, anche lei come il direttore, persona normalmente educata e professionale.

Nel frattempo, il co......ops, lo psicologo, continuava a fissarmi e a un certo punto mi fa ''l'occhio è acceso, è vivo, però''ma diamine...sarò mica un pesce che vuoi mangiare e devi capire se è fresco o avariato?!

Successivamente, altro test psicologico, in un altra stanza e il ''le faremo sapere entro 10 giorni''.

Ora, io mi chiedo, ma se i candidati li valutano gli pseudo-psicologi, questi ultimi, chi li valuta prima di metterli a valutare le persone? Questo idiota, si rende conto che al mio posto ci poteva essere una persona magari appena uscita da una brutta malattia o comunque psicologicamente più fragile di me e questo colloquio sarebbe servito solo ad aumentarle o farle venire i complessi? A questo punto avrebbe potuto dire anche ''vedo che è in carne, sfoga le sue frustrazioni sul cibo?'' o viceversa...''lei  è troppo magra, è anoressica?''

Assurdo! Credo che scriverò un libro, prima o poi, sulle (dis)avventure vissute nella ricerca di un lavoro!

6 commenti:

Nick Parisi. ha detto...

La nuova frontiera del mercato del lavoro italiano è proprio la presenza dei cosiddetti "psicologi del lavoro" che in teoria dovrebbero facilitare i colloqui di assunzione, in realtà da esperienze personali e di persone a me vicine hanno finora solo combinato enormi disastri.

Marco Lazzara ha detto...

Credo che ognuno di noi possa raccontare storie analoghe.

Ricordo quel colloquio dove l'esaminatore - un vero stronzo - mi disse: "Vedo che si è laureato con 110 & Lode. Quindi lei è un piccolo genio."

Oppure questa perla, in una APL:
"Di che cosa si occupava nel precedente lavoro?"
"Facevo analisi di sostanze organiche in differenti matrici."
"E sarebbe a dire, per persone normali?"

Devo dire che rispetto ad alcuni anni fa non mi capita più di trovare individui del genere ai colloqui, specie nelle agenzie interinali. Secondo me, essendo delle multinazionali, sono stati cazziati parecchio dalla alta dirigenza, che non gradiva affatto l'ondata di commenti negativi proveniente all'epoca da parte dei candidati italiani, che lamentavano giustamente un comportamento inadeguato da parte dei selezionatori.

Il punto è che oggi il lavoro è diventato un lusso, quindi chi lo elargisce avverte una sensazione di potere, avendo in mano il futuro del candidato, quindi si sente autorizzato a dire e fare come gli gira, in barba all'empatia, l'educazione e la professionalità.

Anonimo ha detto...

Ciao Marco, sono Artemisia non loggata! È vero ognuno di noi ha collezionato esperienze spiacevoli, particolari, alcune positive e anche io del resto! L'episodio raccontato nel post credo che si giochi il parimerito con il tipo che mi invitava insistentemente a levarmi la giacca dopo il cappotto! Ma ti dirò forse è peggio questo trattandosi di psicologo! La mia esperienza con le APL è molto negativa, mi trovo ad essere valutata da ragazzine di 20 anni, li solo grazie a garanzia giovani... Incompetenti e ignoranti che alla parola implementazione sbiancano!solo una volta ebbi una esperienza positiva con un APL, la recruiter era competente, e passai a fare il colloquio dal cliente, multinazionale di origine italiana, molto competenti anche loro in sede di colloquio. Purtroppo però una candidata a livello linguistico superiore a me ebbe la meglio.

Anonimo ha detto...

Vero Nick, tra l'altro io avevo già lavorato nella medesima posizione... Conosco bene lo stress del lavoro, e poi se vuoi restare il mio livello di stress fallo in modo indiretto e senza toccare la mia fisicità! Miss Artemisia

Marco Lazzara ha detto...

Devo dirti che io sono un po' di parte, perché lavorando nel campo della formazione i miei contatti lavorativi sono direttamente col datore di lavoro, per cui mi capita ormai di rado di passare da una APL. Però ribadisco che se alcuni anni ti veniva voglia di tornare col lanciafiamme, oggi le cose mi sembrano un po' meglio per il modo con cui hanno di rapportarsi ai candidati. In ogni caso colloqui con persone spiacevoli li ho fatti anche direttamente nelle aziende.

Benedetta Leoni ha detto...

Ciao, nuova follower; complimenti per blog e post; questo l'ultimo pubblicato da me: https://ioamoilibrieleserietv.blogspot.it/2018/04/recensione-serie-leredita-della-spada.html

Se ti va ti aspetto da me come lettrice fissa

Grazie

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